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Come cambia la legge il nuovo decreto sul CBD

Olio CBD decreto legge

AGGIORNAMENTO 2 NOVEMBRE

Il Ministero della Salute ha sospeso il decreto, anche grazie alle proteste degli esperti del settore. Il decreto però non è ancora stato eliminato completamente. In ogni caso, per ora il Ministro della Salute Roberto Speranza ha deciso di attenersi alla legislazione del resto dell’Europa e ai numerosi studi scientifici che escludono la psicoattività del CBD. Seguiranno ulteriori aggiornamenti, se necessari.

 

 

 

Recentemente, il Ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un decreto che inserisce nella tabella dei medicinali a base di sostanze attive stupefacenti le “composizioni per somministrazione ad uso orale di Cannabidiolo ottenuto da estratti di Cannabis”. A prima vista questo decreto potrebbe sembrare un ostacolo per la vendita di prodotti a base di CBD in Italia, ma probabilmente non rappresenterà un pericolo per questo mercato. Andiamo a vedere cosa prevede precisamente questa legge.

L’arrivo di Epidyolex in Italia

A breve, sul mercato italiano arriverà un nuovo farmaco a base di CBD chiamato Epidyolex. Questo farmaco utilizza delle genetiche proprietarie della casa farmaceutica G. W. Pharma e sarà utilizzato per trattare due tipi di epilessia farmacoresistente. Questo farmaco si ottiene tramite l’estrazione del CBD in COsupercritica, esattamente come vengono estratte le resine e gli oli CBD non farmaceutici; perciò contiene Cannabidiolo estratto naturalmente, non CBD di sintesi. Viene distribuito in boccette con contagocce.

Come si può vedere, l’Epidyolex rientra nella definizione specifica data dal decreto: è una composizione per somministrazione ad uso orale di CBD, ottenuto da estratti di Cannabis.

Il decreto ha classificato il CBD come sostanza stupefacente?

La risposta è chiara e univoca: no. Il CBD non è stato inserito tra le sostanze stupefacenti. Il Ministro della Salute, in previsione del rilascio di questo farmaco a base di CBD, ha inserito specificatamente le composizioni a base di CBD estratto naturalmente. Questo vuol dire che la molecola in sé, ovvero il CBD, è ancora legale e non è considerata una sostanza psicotropa, in linea con le direttive dell’OMS e con quelle dell’Unione Europea.

Quello che cambia, quindi, è la legalità delle composizioni a base di CBD naturale per uso orale (quindi, i prodotti che utilizzano CBD di sintesi non sono toccati da questo decreto). Gli oli e le resine CBD in gocce che si utilizzano per via orale, quindi, corrono il rischio di essere toccati da questo decreto. Per ora non si può affermare con certezza cosa accadrà a questi prodotti. Tutto dipende dalla classificazione che il Ministero della Salute attribuirà loro. Se li considererà come prodotti non medicinali, allora saranno ancora venduti e legali. Se il Ministero vorrà trattarli come prodotti farmaceutici, allora dovranno obbligatoriamente passare al vaglio dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco).

Per quanto riguarda i prodotti ad uso non orale, come creme ed e-liquids, continueranno a essere venduti tranquillamente. Infatti, questi prodotti non vengono minimamente interessati dal decreto.

Cosa aspettarsi dalla legge, allora?

Il decreto non tocca i prodotti CBD ad uso non orale, che saranno ancora venduti e utilizzati. I prodotti CBD ad uso orale, invece, sono in una zona grigia. Nello scenario migliore, sarà ancora possibile venderli; altrimenti si potranno acquistare solo in farmacia con pesanti restrizioni. Questo sarebbe un duro colpo per l’occupazione giovanile e per la green economy. Nella filiera del CBD, infatti, l’80% dei lavoratori è under 30. Inoltre, gli oli CBD rappresentano il 50% di tutto il mercato della CBD e della Cannabis light. Se il decreto dovesse essere troppo restrittivo, gli investimenti di migliaia di persone sarebbero vanificati, tra l’altro in un momento storicamente difficile per molti.

Visto che la situazione non è ancora definita, aggiorneremo l’articolo quando ci saranno novità.